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A vertical garden on the walls of the Ashton Morph 38 apartment building featuring a native green creeper called Laurel clock vine, also known as the Blue trumpet vine, used also in traditional medicine, in Bangkok, Thailand, 22 April 2014.  Earth Day which was first celebrated in 1970, is now celebrated annually on 22 April. This year's global theme is Green Cities, encouraging residents to turn their cement cities into green and sustainable environments. Relentless migration of the world's population into cities has created a pressing need for communities to create a sustainable future, from individual residents actions, such as creating roof top gardens, to new 'green' building design as part of conservation minded public policies and government's support of alternative energy.  EPA/BARBARA WALTON

Piantare le autoctone per ridurre i costi

by sattae |1 giugno 2016 |0 Comments | ambiente | , , , , , , , , , , , , , ,

“La città si tinge di verde. Non solo giardini e viali ma anche tetti, pareti e balconi diventano i luoghi ideali dove piantare e coltivare. Tanti polmoni metropolitani per ridurre l’accumulo di calore, contrastare l’inquinamento acustico, da CO2e polveri sottili e contribuire al deflusso delle acque piovane.

Il progetto Anthosart, finanziato dal Miur e in collaborazione con la Società Botanica Italiana e il Forum Plinianum, ha come obiettivo principale quello di collegare e di trasferire l’expertise scientifica di orti botanici e banche del germoplasma al settore florovivaistico per la progettazione e la gestione a basso impatto ambientale del verde urbano. “

L’uso di specie vegetali autoctone in città permetterebbe di ridurre i costi di gestione, di valorizzare al meglio il paesaggio urbano e di ridare identità ai luoghi. In sintesi, di creare valore. Ma tutto ciò richiede una progettazione adeguata – sottolinea Patrizia Menegoni, ricercatrice dell’ENEA – a partire dalla scelta di utilizzare le specie della nostra flora, perchè resistono meglio ai diversi climi del nostro Paese e si integrarsi con l’ambiente circostante”.

Fonte di Enea

Naturewall nei suoi giardini verticali esterni ha sempre tenuto conto di questo importante aspetto della progettazione. La corretta scelta botanica è un elemento chiave del progetto di un giardino verticale se si mira a un reale abbattimento dei costi. Già nel 2008, in virtù di alcune ricerche, siamo stati tra i primi a sostenere quanto sia inutile parlare di minore impatto ambientale se questo risultato non è la somma di tutte le spese e i costi ambientali di un giardino verticale. E’ vero che un giardino verticale può abbattere i costi di riscaldamento e di condizionamento estivo, ma questo risparmio va messo in conto con il consumo idrico e con le spese di manutenzione (per citarne alcune). E’ vero altresì che il verde fissa CO2, ma questo è un valore temporaneo se si pensa le piante che hanno immagazzinato la CO2 poi devono essere potate. Lo scarto vegetale naturalmente marcirà, liberando nuovamente la CO2 nell’aria. E’ più corretto affermare che le foreste di alberi secolari sono quelle che fissano la CO2 in maniera più significativa.

Possiamo concludere questo breve discorso affermando che, tra i vari elementi che concorrono alla creazione di un verde verticale che ha dei benefici ambientali risultanti da un calcolo complessivo, le specie vegetali sono un elemento importantissimo. Ci sono piante che, se inserite nel sistema di verde verticale adeguato, vanno da sole! Non hanno bisogno quasi di niente. In cambio, puliscono l’aria, attutiscono i rumori, isolano le facciate, rinfrescano e puliscono l’aria, filtrano l’acqua, ospitano insetti e volatili, ci riempiono gli occhi di verde.

 

illustrazione botanica di Katie Scott

Living Wall…Paper

by sattae |19 maggio 2016 |0 Comments | Green Art | , , , , , , , , ,

Un verde verticale digitale, una wallpaper sensoriale su uno schermo LCD gigante. E’ l’animazione botanica dell’illustratrice Katie Scott, in collaborazione con il motion graphic designer James Paulley, commissionata dall’agenzia Publicis per il loro ufficio di Londra. Il risultato è una bellissima immagine che di primo acchito può sembrare una carta da parati, ma che invece prende vita con un’animazione a loop, dolce e profonda, che trasporta lo spettatore nel mondo calmo e ciclico della natura.

L’immagine in copertina l’abbiamo trovata sulla pagina tumblir di Katie Scott